Basket integrato, cala il sipario sul Camp dei record: «Un’esperienza che resterà nei ricordi di tutti»
Si è conclusa a Oristano la quinta edizione del Camp di basket integrato organizzato dall’Atletico AIPD. Per sei giorni il Palazzetto dello Sport di Sa Rodia ha accolto 37 atleti con sindrome di Down provenienti da otto società italiane: il numero più alto mai raggiunto dalla manifestazione, unica nel suo genere in Italia.
Un’esperienza le cui origini risalgono al progetto “Abbiamo fatto squadra: facciamo 21!”, avviato nel 2019 nell’ambito del bando OSO – Ogni Sport Oltre, promosso dalla Fondazione Vodafone Italia. Capofila del progetto era l’Atletico AIPD Oristano, affiancata dall’Azzurra Basket Oristano, dalla Saab Terralba e dall’Aurora Basket Cagliari. La rete dei partner comprendeva inoltre il Comune di Oristano, il CONI provinciale di Oristano e la FISDIR.
L’iniziativa nacque con l’obiettivo di favorire l’avviamento allo sport delle persone con disabilità, diffondere la cultura del basket inclusivo e formare tecnici ed educatori. Uno degli aspetti più innovativi fu la scelta di rendere gli stessi atleti con sindrome di Down non soltanto destinatari delle attività, ma protagonisti e promotori del basket C21. Il progetto prevedeva anche un programma itinerante in diverse località della Sardegna, finalizzato a far conoscere questa disciplina e a favorire la nascita di nuove squadre. Da quell’esperienza, ripartita nel 2021 con il primo Camp integrato, ha preso forma un percorso cresciuto progressivamente fino all’edizione da record ospitata quest’anno a Oristano.
Quella appena conclusa è stata un’esperienza intensa, costruita attraverso allenamenti, attività ricreative, momenti di confronto e occasioni di socializzazione. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, rispettivamente di 13, 12 e 12 atleti, sulla base delle valutazioni dello staff. Ogni giornata ha previsto per ciascun gruppo due sessioni di allenamento e un’attività alternativa, tra mare, piscina, relax e momenti ricreativi.
Non sono mancati la riattivazione muscolare in giardino e gli appuntamenti serali, vissuti sempre all’insegna della condivisione. Particolarmente partecipata la festa con balli e karaoke, che ha accompagnato i ragazzi verso l’ultima giornata del Camp.
Il programma conclusivo ha proposto numerose sfide sul parquet, con in palio le magliette premio della manifestazione. Nel pomeriggio atleti, tecnici ed educatori si sono ritrovati per il momento di verifica e condivisione dell’esperienza, prima dell’uscita serale nel centro di Oristano in occasione dell’evento “Notti d’estate”.
«Quando abbiamo aperto l’invito pensavamo che sarebbero arrivate tante adesioni, ma soltanto dopo esserci ritrovati tutti insieme abbiamo realizzato quanto fossimo numerosi», racconta Mauro Dessì, capo allenatore dell’Atletico AIPD Oristano e assistente della Nazionale italiana di basket con sindrome di Down. «È stato impegnativo gestire tante relazioni, necessità e bisogni, perché ogni partecipante era diverso. Abbiamo cercato di non trascurare nessuno, di accogliere tutti e di offrire a ciascuno la possibilità di sentirsi protagonista. I ragazzi hanno risposto alla grande. Non un evento straordinario, ma, nella sua semplicità, un momento che resterà certamente nei ricordi di tutti».
Un contributo importante è arrivato anche dai tecnici delle società ospiti, coinvolti attivamente nel programma. «Lo staff è stato molto impegnato, ma la presenza degli allenatori delle società amiche ha arricchito le nostre attività, dentro e fuori dal campo. Penso sia stata davvero una gran bella avventura. Speriamo di poterla proseguire ancora», conclude Dessì.
A coordinare il progetto è stato Massimo Serra, mentre il ruolo di capo allenatore è stato affidato a Davide Cotza. Lo staff tecnico era composto da Mauro Dessì, capo allenatore dell’Atletico AIPD Oristano e assistente della Nazionale; Franco Stefani del KC21 Sassuolo; Andrea Barollo di Sport in Veneto; Nicolò De Micco di Basket4Ever Formia; Gennaro Ferraro del Don Orione Ercolano; e Alessandro Pilloni, vice di Dessì e referente degli educatori dell’Associazione Italiana Persone Down di Oristano.
Soddisfazione è stata espressa anche da Francesco Redaelli, presidente dell’ASD Atletico AIPD: «Desidero congratularmi con tutti i ragazzi, che ancora una volta hanno dimostrato il loro valore, la passione per questo sport e l’impegno nel rispettare le regole dentro e fuori dal campo. Un ringraziamento particolare va a tutti gli allenatori, ai tecnici, agli assistenti e agli operatori che, con il loro impegno, la loro dedizione e il grande amore per i nostri ragazzi, hanno svolto un lavoro straordinario».
Protagonisti della manifestazione sono stati i 37 atleti delle otto società partecipanti. Per il KC21 Sassuolo hanno preso parte al Camp Pasquale Di Vaio, Giulio Guerrini, Giulio Corsini, Giovanni Barbieri, Lavinia Guidotti e Giorgia Casolari. La Sport in Veneto Padova è stato rappresentata da Matteo Sbettega, Stefano Larcher, Christian Malimpensa e Stefano Barollo. Per l’Anthropos Civitanova Marche hanno partecipato Alessandro Di Giammatteo, Matteo Longarini, Emanuele Malavolta, Francesco Cantori, Andrea Rebichini, Alessandro Greco e Davide Moriconi. A rappresentare il Basket4Ever Formia sono stati Fabio Tomao, Luca Verardi, Chiara Vingione e Francesco Beglini. Il Don Orione Ercolano ha partecipato con Francesco Torre, Raniero De Fusco ed Eugenio Gamgheri, mentre per i Red Foxes Acilia era presente Thea La Nasa e per l’Aurora Basket Cagliari Alessio Loi. A completare il gruppo sono stati gli atleti di casa dell’Atletico AIPD: Arianna Porru, Alessio Melis, Antonello Spiga, Cristiano Merella, Davide Paulis, Fulvio Silesu, Gabriele Sella, Giacomo Etzi, Gioele Accalai, Livio Porcedda e Lorenzo Puliga.
La quinta edizione del Camp è stata realizzata con il sostegno di Ondulor e del Banco di Sardegna – Gruppo BPER, partner che hanno scelto ancora una volta di affiancare una manifestazione capace di unire sport e inclusione. Il loro contributo ha sostenuto un progetto che, attraverso il lavoro quotidiano in palestra e le attività condivise fuori dal campo, offre agli atleti importanti occasioni di crescita, autonomia e socializzazione.
Il Camp si chiude così con un bilancio estremamente positivo. Al di là dei numeri da record, resta il valore di un’esperienza nata da un progetto lungimirante e diventata negli anni un appuntamento di rilievo nazionale, capace di mettere ogni atleta al centro, rafforzare i rapporti tra le società e dimostrare ancora una volta come lo sport possa essere uno straordinario strumento di crescita e inclusione.
Alberto Garau
