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Cerimonia inaugurale dei Giochi Estivi Special Olympics

Iniziano ufficialmente, con la cerimonia d’apertura allo stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro, i Giochi Nazionali Estivi 2026 di Special Olympics, in programma fino a domenica 24 maggio. Si disputeranno fra Lignano, Portogruaro e Bibione, coinvolgendo 3 mila atleti provenienti da tutta Italia accompagnati da 650 tecnici, migliaia di persone tra familiari, staff, personale medico e delegati. 22 le discipline sportive in gara: atletica, badminton, bowling, bocce, calcio, canottaggio, danza sportiva, equitazione, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, golf, indoor rowing, judo, karate, nuoto, nuoto acque libere, pallacanestro, pallavolo, rugby, tennis, tennis tavolo e, come prova lo sport, orienteering. Uno dei punti di forza di Special Olympics risiede, senza dubbio, nei volontari che ogni giorno aiutano nella gestione dell’evento e delle gare. Tra questi c’è Silvia, una volontaria di Coca-Cola alla seconda partecipazione dopo i Giochi Mondiali Invernali di Torino 2025: ”È una bellissima esperienza. A Torino ho avuto la possibilità non solo di stare a fianco agli atleti, ma anche di premiarli e di celebrare i loro successi. Adesso sono qui ai Giochi Estivi, di nuovo al fianco degli atleti. È una possibilità che Coca-Cola ci dà in quanto non solo è socio fondatore di Special Olympics, ma proprio perché vuole far vivere fino a fondo tutto questo ai propri dipendenti”, racconta. “Essere qua, vivere una giornata totalmente diversa dalla nostra quotidianità e costruire veramente l’inclusione ti fa sentire parte di qualcosa”. Non si finisce mai di imparare e il bagaglio che si porta a casa è veramente ampio: “Stare vicino a questi atleti ti dà una forza incredibile. Vedere l’impegno e la fatica che fanno ti carica enormemente e fa affrontare la quotidianità e i problemi di tutti i giorni con un piglio totalmente diverso”. Ogni atleta lascia un segno: “Ti restano tutti veramente impressi. Forse la caratteristica principale è che ciascuno di loro ti lascia il proprio volto, la propria espressione, la propria memoria per poterli, secondo me, ricordare giorno dopo giorno e prendere spunto veramente dalla forza che trasmettono”. Per Ciro è la quarta volta da volontario: “Sono quasi un veterano, ma ogni volta è un carico di emozioni nuove che ti porti dietro. Un’esperienza bellissima, un bagaglio inesauribile di sensazioni positive e la consapevolezza di realizzare proprio sul campo l’inclusione”.