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Disabili Powerchair, Federazione: “Chiederemo i danni a EasyJet”; Ct nazionale ”Oggi per noi viaggiare in aereo è ancora un terno al lotto”

Fabio Rodo, segretario generale della federazione italiana paralimpica Powerchair Sport e Marco Ferrazza commissario tecnico della nazionale sono stati intervistati dal programma Gli Inascoltabili in onda su Radio Roma Sound per parlare dell’incredibile incidente logistico accaduto ieri all’aeroporto di Fiumicino con Easyjet. 

Di seguito alcune dichiarazioni 

Fabio Rodo, segretario generale della federazione italiana paralimpica Powerchair Sport:

“Abbiamo chiesto più e più volte ad Easyjet conferma della possibilità di effettuare questo trasporto che chiaramente sappiamo essere un trasporto complesso dal punto di vista logistico: 5 atleti in carrozzina elettrica più il CT stesso che anche lui utilizza una carrozzina elettrica e gli ausili sportivi che sono ulteriori 5 carrozzine elettriche. Abbiamo ottenuto la rassicurazione e le conferme di trasporto da parte di Easyjet. Ieri ad un’ora e mezza dalla partenza abbiamo ricevuto informazioni da parte del capo scalo di Easyjet che c’era stato un problema di comunicazione interna alla compagnia e che pertanto quel materiale di cui avevamo fornito gli ingombri, il peso, le caratteristiche non poteva essere caricato, quindi tutte le carrozzine da gioco, quelle manuali e tutte le carrozzine per tutti i giorni così ci siamo ritrovati nell’impossibilità di poter partire e partecipare al torneo che è iniziato questa mattina”.

“Abbiamo ricevuto per il tramite dell’agenzia che ci ha supportato nelle prenotazioni una mail molto stringata in cui semplicemente ci veniva comunicato appunto il loro dispiacere e l’apertura di una indagine interna per verificare cosa fosse successo e questo chiaramente non risolve il problema della Nazionale, degli atleti che da tutta Italia erano arrivati a Roma già da domenica sera perché i nostri atleti venivano da Torino, Treviso, Milano, Mantova e dello staff altrettanto con tutte le complessità del caso”. 

 

“Loro (Easyjet ndr) hanno ipotizzato la partenza degli atleti con le carrozzine da tutti i giorni lasciando a terra le carrozzine da gioco che avrebbero dovuto seguire un percorso differente, un po’ farraginoso, passando per Gatwick, quindi Londra, per arrivare poi ad Edimburgo, che dista circa un’oretta di auto da Glasgow, avremmo dovuto trovare noi ieri sera un mezzo per  effettuare il trasporto di un atleta che sarebbe rimasto fuori dal primo trasporto su Glasgow e di tutte le carrozzine elettriche. Le carrozzine hanno oltre che un peso importante, perché pesano circa 130 kg l’una, hanno anche un valore economico importantissimo, perché parliamo di non meno di 15 mila euro l’una quindi come potete immaginare non sono neppure facilmente sostituibili, perché un ordine di una carrozzina in questo momento richiede circa sei mesi per essere evaso”.

“Abbiamo aggiunto disagio a disagio, perché oltre al costo di emissione dei biglietti, che comunque è notevole, abbiamo avuto dei costi come federazione anche per l’avvicinamento degli atleti. Se ci aspettiamo un risarcimento da Easyjet? Questo è quello che procederemo a chiedere tramite degli avvocati. Intanto ringraziamo i ministri Abodi e Locatelli per le loro dichiarazioni e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico per il supporto che ci ha dato”.

 

MARCO Ferrazza CT nazionale

“Il torneo oramai è cominciato, adesso è diventato un triangolare e sono già in corso le prime partite. I ragazzi chiaramente sapevano, in quanto persone disabili noi sappiamo che prendere l’aereo è sempre un po’ un terno al lotto, ahimè, ancora ad oggi per fare un viaggio in aereo bisogna mettersi in contatto con la compagnia molti giorni prima, comunicare tutte le specifiche della carrozzina e poi sperare che quel giorno vada tutto bene nel carico, nel check-in e questa è la cosa che un po’ dispiace di più, soprattutto ad oggi, perché passano gli anni ma purtroppo questa cosa viene risolta fino a un certo punto e questa è una situazione ancora più particolare noi un pochino avevamo detto che sarebbe stato tutto complicato, però noi avevamo avuto tutte quante le assicurazioni del caso e quindi eravamo prontissimi a partire, avevamo imballato le carrozzine da gioco, quindi è stata un po’ una doccia fredda e poi noi dal punto di vista sportivo perché avevamo contato tanto su questo”. 

“Noi capiamo che è una situazione particolare. Abbiamo chiesto proprio per questo 3-4 mesi prima l’ok e tutte le rassicurazioni del caso. Se ci avessero detto no 3-4 mesi fa, avremmo cercato delle soluzioni alternative e ci saremmo adoperati per fare altre scelte per arrivare al torneo o banalmente decidere di disputarne un altro, magari logisticamente più semplice. Non vedo proprio la necessità di poi far arrivare tutti i ragazzi a Roma, aspettare 4 ore e poi dopo dirci che no, non si può più fare. Per fare questo torneo abbiamo rinunciato ad altre occasioni di allenamento, di raduni, quindi adesso ci ritroviamo senza il torneo e senza la possibilità di allenarci”.

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