Il CT della Finp Roberto Bonanni: “ Le basi sono solide e la direzione è quella giusta”
A un anno dall’assunzione dell’incarico come Coordinatore Tecnico della FINP, il bilancio è di quelli che vanno ben oltre i numeri. È il racconto, quello di Roberto Bonanni, di una sfida iniziata in salita, senza un vero passaggio di consegne, con criticità organizzative e difficoltà strutturali che avrebbero potuto compromettere un intero ciclo sportivo. E invece, oggi, quei mesi iniziali rappresentano il punto di partenza di un percorso straordinario.
“Quando ho assunto il ruolo, a stagione 2025 già in corso, mi sono trovato a dover gestire una macchina complessa senza il tempo necessario per una transizione ordinata. Le difficoltà non sono mancate: tra queste, una delle più significative è stata la mancata iscrizione delle staffette ai Campionati del Mondo di Singapore, dovuta a un errore di segreteria. Un episodio che avrebbe potuto segnare negativamente il cammino della squadra, togliendo opportunità importanti agli atleti e riducendo il potenziale complessivo del medagliere”.
Eppure, proprio nelle difficoltà è emersa la forza del gruppo.
“ Parallelamente, il lavoro svolto sul territorio ha iniziato a dare frutti concreti. L’organizzazione dei Campionati Nazionali ha rappresentato un banco di prova fondamentale: eventi gestiti con crescente qualità, partecipazione e attenzione ai dettagli, segno di una struttura che, pur tra mille ostacoli, ha saputo compattarsi e crescere. Fondamentale, ad inizio percorso, è stato il primo vero banco di prova, l’organizzazione FINP del Trofeo internazionale Sette Colli. Tutte le criticità di vari aspetti rappresentate nelle edizioni precedenti, sono state superate in maniera naturale, grazie ad un sinergismo FIN-FINP che definirei così: familiare, professionale, impeccabile”.
impeccabile”.

“Il momento più alto di questo percorso – prosegue il CT Bonanni – è arrivato ai Campionati del Mondo di Singapore. In un contesto altamente competitivo, con nazioni come Stati Uniti e Cina pronte a dominare, l’Italia ha compiuto un’impresa che definire storica non è eccessivo. Per la quarta volta consecutiva, la nostra Nazionale si è imposta al vertice del medagliere, conquistando 18 medaglie d’oro, 17 d’argento e 11 di bronzo. Un risultato straordinario, reso ancora più significativo dall’assenza delle staffette: una variabile che, se presente, avrebbe potuto rendere il bottino ancora più ricco. Ripetersi a questi livelli, in queste condizioni, è stato un atto di resilienza e determinazione. È la dimostrazione che il valore umano e tecnico degli atleti italiani, unito a una guida coesa, può superare qualsiasi ostacolo.
A coronare questo anno intenso è arrivata la recente tappa della World Series di Lignano Sabbiadoro 2026. Un evento concreto sotto il profilo organizzativo, grazie al lavoro straordinario del Comitato Organizzatore Locale, capace di accogliere ben 42 Paesi e di offrire uno spettacolo sportivo di altissimo livello. Ancora una volta, l’Italia ha chiuso al primo posto nel medagliere, confermando una leadership ormai consolidata a livello internazionale”.
Tutto questo non è frutto del caso.
caso.

“ Dietro questi risultati – conclude Bonanni – c’è una struttura solida e competente. Dalla visione ed esperienza federale in ogni aspetto del Presidente, al supporto del Vicepresidente, fino all’impegno costante del Segretario, dei consiglieri, dello staff tecnico e di tutti coloro che lavorano quotidianamente all’interno della federazione. La FINP è una vera famiglia: un ambiente in cui professionalità, condivisione e spirito di sacrificio si fondono per creare un progetto vincente. L’obiettivo è chiaro: continuare a crescere, migliorare ogni più piccolo dettaglio, garantire uguaglianza e rispetto dei ruoli, e offrire agli atleti il massimo supporto possibile, lo meritano. Perché solo così si costruiscono successi duraturi. E solo così si rende orgoglioso un intero Paese. Ad un anno dall’inizio di questo percorso, possiamo dirlo con certezza: le basi sono solide, la direzione è quella giusta e il meglio deve ancora venire”.
