Mondiali Singapore, le considerazioni del Coordinatore Tecnico Roberto Bonanni

A tre giorni dal nostro arrivo da Singapore, sono ancora preso dal vortice di emozioni vissute al Mondiale. Un risultato straordinario che parla chiaro, parla di metalli preziosi: 46 medaglie, di cui 18 d’oro, 17 d’argento e 11 di bronzo. Questi successi ci hanno permesso di superare Nazioni di altissimo livello quali gli Stati Uniti e la Cina e di piazzarci lassù, sul tetto del mondo. Ho avuto l’onore di convocare 31 atleti, dei quali ben 30 hanno raggiunto la finale. In un’ottica di crescita e investimento sul futuro, ho incluso anche giovani promesse che hanno saputo dimostrare il proprio valore, raggiungendo traguardi significativi. Emblematico il caso di Gabriele Lorenzo, all’esordio in maglia azzurra, che proprio nell’ultima gara, in programma, ha conquistato la medaglia d’oro decisiva, portando l’Italia sul gradino più alto del podio mondiale.

La strada verso i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028 è ora tracciata con chiarezza e rinnovata ambizione. Desidero ora esprimere un sentito ringraziamento al Presidente Franco Riccobello per la fiducia riposta nella mia persona, a tutti i Consiglieri e in particolare al vicepresidente Gambino per il sostegno datomi.
Nonostante le inevitabili difficoltà iniziali, in pochi mesi è stato possibile costruire uno staff tecnico e organizzativo coeso, competente e appassionato, capace di affrontare e superare le sfide più complesse.
Ringrazio la mia squadra, composta da: Gloria Benedetti, Francesco Piccinini, Marcello Rigamonti e Francesco Bonanni (con un pensiero anche a Giacomo Di Santo, che non è potuto essere presente). Ognuno ha contribuito in modo determinante e complementare al successo di questa stagione e della nostra Nazionale.
Infine, il mio più profondo grazie va agli atleti, ai loro tecnici e alle Società di appartenenza. Conoscevo già la loro serietà, la dedizione e la volontà di eccellere, e oggi posso dire con orgoglio che hanno dimostrato tutto il loro valore non solo come sportivi, ma anche come persone. Hanno rappresentato al meglio sé stessi ed il nostro Paese, crescendo attraverso questa importante esperienza internazionale

