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Ufuk Bulut: «La Turchia punta al titolo, ma l’assenza dell’Italia ci dispiace»

La Nazionale turca di basket per atleti con Sindrome di Down guarda con ambizione al Campionato Mondiale 2026. A raccontare a “Paralimpici” obiettivi, novità e sentimenti alla vigilia della competizione è il capo allenatore Ufuk Bulut.

La Turchia si presenterà al prossimo Mondiale (14/20 giugno) con un obiettivo chiaro: conquistare il titolo. Una filosofia che accompagna da sempre la Nazionale turca, come sottolinea il commissario tecnico Ufuk Bulut.

«Prepariamo ogni torneo con l’obiettivo di vincerlo. Il nostro traguardo minimo è raggiungere la finale e, nella quasi totalità delle competizioni disputate finora, ci siamo riusciti», spiega il tecnico. «Anche per il Mondiale 2026 il nostro primo obiettivo sarà conquistare l’accesso alla finale e poi lottare per il titolo».

La crescita internazionale del basket per atleti con Sindrome di Down rappresenta uno stimolo importante per la formazione turca. Secondo Bulut, la conoscenza approfondita delle squadre partecipanti e il monitoraggio costante del lavoro svolto dagli avversari costituiscono un vantaggio significativo nella preparazione della competizione.

Il Campionato Mondiale 2026 si svolgerà in Ungheria e presenterà importanti novità regolamentari. Le gare saranno disputate con la formula 5 contro 5 e si articoleranno in quattro periodi da cinque minuti effettivi, con il cronometro fermo durante tutte le interruzioni di gioco. Il regolamento prevede un minuto di intervallo tra il primo e il secondo periodo, cinque minuti tra il secondo e il terzo e un ulteriore minuto tra il terzo e il quarto periodo.

Le partite saranno giocate con un pallone di misura 6 e con il canestro collocato all’altezza regolamentare di 3,05 metri. Ogni nazionale dovrà iscrivere un minimo di sette e un massimo di dodici atleti. Inoltre, le squadre potranno essere miste, con la presenza contemporanea di ragazzi e ragazze, confermando la forte vocazione inclusiva che caratterizza il movimento internazionale del basket per atleti con Sindrome di Down.

Rispetto all’ultimo Europeo disputato a Ferrara, la Nazionale turca si presenterà con alcune novità. «Abbiamo apportato cambiamenti sia nello staff tecnico sia nel roster. Stiamo inserendo due nuovi giocatori e un nuovo allenatore è entrato a far parte del nostro gruppo di lavoro. Inoltre, le nuove regole potrebbero aumentare le nostre possibilità di successo», afferma Bulut.

Tra i temi più sentiti emerge però l’assenza dell’Italia dalla prossima rassegna mondiale. Un’assenza che il tecnico turco vive con particolare rammarico.

«L’Italia è stata la nostra avversaria in tutte le finali che abbiamo disputato. È uno dei Paesi che hanno contribuito maggiormente allo sviluppo del basket per persone con Sindrome di Down», sottolinea. «Oltre alla rivalità sportiva, abbiamo costruito nel tempo rapporti di amicizia e grande rispetto reciproco».

Bulut evidenzia anche il valore umano e professionale del movimento italiano, ricordando la cordialità e la collaborazione sempre dimostrate dagli staff tecnici azzurri nelle competizioni internazionali. «Le qualità tecniche della Nazionale italiana rappresentano una motivazione ulteriore per i nostri atleti. Per questo ci dispiace molto non poterli incontrare in questo campionato».

Il tecnico turco guarda comunque con rispetto alla scelta italiana di intraprendere un nuovo percorso sportivo sotto l’egida di VIRTUS. «È una decisione che merita rispetto e sostegno», afferma. Un pensiero speciale è rivolto anche a coach Giuliano Bufacchi, coach dell’ItalBasket Fisdir, figura che Bulut conosce e apprezza da anni. «È un collega che ho sempre stimato. Sono convinto che continuerà a ottenere grandi successi».

Alberto Garau

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