Basket, Italia grande assente al Mondiale 2026 con Sindrome di Down
Si sono chiusi i termini per le iscrizioni al Mondiale di basket per atlete e atleti con Sindrome di Down, in programma a Körmend, in Ungheria, dal 14 al 20 giugno. In campo ci saranno i padroni di casa, Finlandia, Argentina, Turchia e la novità Egitto, alla sua prima partecipazione a un evento internazionale SU-DS.
La grande assente sarà l’Italia, dominatrice assoluta della scena internazionale, capace di vincere tutte le competizioni (Europei, Mondiali, Trisome Games) disputate dal 2017 al 2025.
Una scelta che non è casuale, ma il risultato di un percorso strategico avviato dalla FISDIR, chiarito in una lettera ufficiale inviata il 25 marzo dal presidente federale Francesco Ambrosio al numero uno della SU-DS, l’ex presidente FISDIR Marco Borzacchini.
Negli ultimi anni, la federazione italiana ha progressivamente orientato la propria attività verso il circuito Virtus, organismo riconosciuto dal sistema paralimpico internazionale. Se in passato la SU-DS rappresentava il principale riferimento per gli atleti con sindrome di Down, oggi Virtus ha aperto alla loro partecipazione in diverse discipline.
Determinante è anche il riconoscimento istituzionale: il Comitato Italiano Paralimpico valorizza infatti esclusivamente i risultati ottenuti nel circuito Virtus, sia in termini economici sia di onorificenze sportive. Questo ha inciso in modo significativo sulle scelte federali.
Alla luce di questo scenario, la FISDIR ha deciso di non partecipare alle competizioni SU-DS nel 2026, considerandolo un anno di riflessione politica e strategica. Una decisione che non rappresenta una rottura con la SU-DS, ma piuttosto una pausa per definire con maggiore chiarezza il percorso futuro.
Resta infatti riconosciuto il valore tecnico e organizzativo delle competizioni SU-DS, che continuano a rappresentare un importante punto di riferimento internazionale.
L’obiettivo della federazione è garantire piena dignità sportiva alle atlete e agli atleti con sindrome di Down, assicurando pari opportunità e pari riconoscimenti rispetto alle altre classi già inserite nel sistema paralimpico.
In questo senso è in corso un confronto con istituzioni e governo per ottenere il riconoscimento ufficiale anche dei risultati ottenuti nelle competizioni SU-DS, così da estendere benefici e valorizzazioni oggi riservati al circuito paralimpico riconosciuto.
La porta verso la SU-DS resta comunque aperta. La FISDIR guarda anche ai Trisome Games del 2028, nella prospettiva di un pieno riconoscimento sportivo e istituzionale degli atleti con sindrome di Down.
Alberto Garau
