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Finp – Lettera aperta di Franco Riccobello

Cari Presidenti, dirigenti, tecnici atleti e volontari,

  in psicoanalisi l’enfasi, nel racconto del soggetto, è una “esagerazione” nella forma rispetto al contenuto; è un fare di chi è costretto a ricorrere ad uno stile recitativo non spontaneo per confermarsi, per dirsi chi si è.

Personalmente ritengo che oggi, al contrario vi sia l’assoluto bisogno di concretezza e umiltà, qualità sempre più rare nella società odierna e negli individui che tendono a personificare nel singolo i successi di un gruppo o di una comunità ben più estesa che raccoglie in un movimento tante persone e mille sfumature.

“Occorre ritrovare se stessi, avere una visione del futuro con la profonda convinzione che le difficoltà e le sfide si superano tutti insieme e non con il sensazionalismo degli annunci roboanti fatti dal un pulpito dorato a suon di trombe utilizzando strumenti e mezzi non di proprietà esclusiva”


Le risorse disponibili andrebbero utilizzate in tutt’altro modo rispetto a quello attuale ma d’altronde in tempo di elezioni….

Nell’incertezza generale la moltitudine degli adempimenti non fanno altro che generare ai dirigenti ulteriori difficoltà di gestione delle società, che inevitabilmente porta purtroppo spesso all’errore. Sembra si stia dimenticando totalmente la parola dilettantismo e volontariato. Personalmente ritengo errato considerare le associazioni dilettantistiche come quasi fossero delle aziende, certamente alcune lo saranno anche ma le più piccole non hanno ne formazione, ne risorse per adeguarsi a questi cataclismi normativi.

Perché questa premessa? Perché come molti sapranno fino a circa due anni fa era il mio lavoro in Federazione, deformazione professionale ? Si può darsi ma la prima cosa che salta all’occhio è il bilancio consuntivo 2023  è di come stanno lievitando i costi strutturali a scapito inevitabilmente dell’attività sportiva che dovrebbe rivestire carattere prioritario e principale. Nel 2021, da Segretario Generale della FINP i contributi erogati dal CIP destinati alla federazione ammontavano ad 741.853,00 rispetto agli attuali € 978.840,00. Oltre € 200.000,00 di maggiori risorse che a mio modesto parere dovevano essere utilizzate in modo diverso investendo si nell’Alto Livello ma in maniera diametralmente differente e nel contempo soprattutto nel sostegno diretto alle società con politiche di alleggerimento dei vari oneri e della burocrazia asfissiante.



E’ urgente dare inoltre ossigeno al territorio potenziando l’attività sportiva anche a livello regionale Occorre saper prendere atto del difficile contesto storico che tutto il movimento natatorio paralimpico sta ancor oggi attraversando.  
D’altronde i componenti di una comunità si dovrebbero sostenere nei momenti di difficoltà o no ?

Analizzando il bilancio consuntivo 2023 , con particolare riferimento al patrimonio salta subito all’occhio la forte diminuzione dello stesso. Quel patrimonio consolidato in tanti anni di lavoro attraverso un’attenta e oculata gestione delle risorse. Vista la premessa di cui sopra senza gli ulteriori contributi del CIP oltre 200.000,00 la Federazione sarebbe già in default, assolutamente un risultato da medaglia d’oro.

In 12 anni non ho mai permesso che ciò potesse accadere perché tengo al movimento , in quanto parte importante della mia vita, circa 160.000,00 € di perdita che senza il forte sostegno economico del Comitato Italiano Paralimpico avrebbero determinato un tracollo di dimensioni epocali. 

La mia percezione è che tutte queste risorse investite non hanno portato alcun beneficio al movimento, già il fatto di aver conquistato a Parigi 28 slots rispetto a Tokio 29 dovrebbe suonare come un piccolo campanello di allarme, nonostante gli indiscutibili risultati raggiunti, di cui tutti siamo orgogliosi. Gli eventi sportivi federali regionali svolti sul territorio hanno subito una flessione in termine di qualità e professionalità, non si percepisce più il nostro brand in quanto è stata sottratta progressivamente autonomia organizzativa ai nostri delegati. Non si vede attualmente un ricambio generazionale all’orizzonte che possa illuminare il prossimo futuro. Per non parlare della qualità dei pessimi corsi di formazione erogati nell’ultimo anno dove è diventato prioritario fare cassa piuttosto che formare tecnici preparati e appassionati, per fortuna almeno la qualità dei docenti utilizzati ha limitato i danni che si sarebbero potuto generare da questa visione miope. Ci sarebbe altro ancora sui cui dibattere ma credo ci siano luoghi e tempi più consoni.

“Sono consapevole della noia che spesso i numeri sanno generare nei lettori, ma attraverso di loro spesso è più facile diradare eventuali cortine e strutture di forme costruite ad arte per nascondere quello che conta oggi ovvero la sostanza.
La mia profonda preoccupazione è che la solidità economica e patrimoniale della FINP si stia progressivamente dissolvendo e questo dopo aver lavorato e dedicato tanti anni della mia vita per costruire una federazione più moderna, più efficiente e più vicina alle società, ai tecnici e ai dirigenti “
Vi invito a prendere visione del programma e di continuare ad inviarmi i vostri contributi perché lo realizzeremo tutti insieme.

Franco Riccobello


PROGRAMMA

VISIONE

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